Michele Bianco Alberto Sinigaglia

EMOZIONE TORINO

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Santrauka: Com'è segreto il cuore di Torino e com'è raro giungere a vederlo, lambirlo, capirlo. E' un vezzo della città sfuggire alle definizioni, sgusciare dai luoghi comuni, spiazzare l'osservatore in vena di formule con una sorpresa, una finta, uno scatto di reni. Per festeggiare il suo centenario di prima capitale dell'Italia unita, nel 1961 tutta Torino si mobilitò in un maquillage collettivo, che partì dai luoghi della storia - Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano con il primo Parlamento e arrivò alle facciate delle case. Ma con una mossa geniale volle che le mostre ufficiali fossero ospitate in sedi nuove, simbolo di modernità, di progettualità: lungo il Po, accanto al Museo dell'Automobile (1960), scorsero il Palazzo a vela, i Padiglioni delle Regioni, il Palazzo del Lavoro di Pier Luigi Nervi con i suoi sedici pilastri a ombrello, una funivia per il cocuzzolo del Parco Europa al di là del fiume e una navetta su monorotaia che anticipava virtuosismi nipponici in fatto di trasporti. Pur orgogliosa delle memorie, voltandosi indietro a riconsiderare il momento più alto della sua gloria Torino si rivelava città viva, proiettata nel futuro. Così come celebra il centenario della "sua" Fiat, la maggiore industria nazionale, conquistando le Olimpiadi invernali del 2006, formidabile occasione di iniziative e progetti tra montagne meravigliose. Sì, le montagne. Salite sulle colline che sovrastano da presso Torino fin quasi a lambire il territorio urbano. Meritano una visita, magari spingendovi alla Basilica di Superga. Accanto a quella tomba di re e di regine, ideata dal siciliano Filippo Juvarra, maestro del tardo Barocco, nel 1949 si schiantò l'aereo che riportava in patria il grande Torino, la squadra che contende alla Juventus lunghi amori e furenti passioni nel popolo del calcio. Ma poi fermatevi, scegliete un punto, per esempio il Colle della Maddalena, e guardate quanto sia vicina la corona delle Alpi. Ecco il cono del Monviso, dal quale scaturisce il Po; ecco il Bianco e il Rosa, i due più elevati colossi d'Europa; ecco la piramide vertigginosa del Cervino: ponti rocciosi con la Francia e con la Svizzera. Ponti più che barriere, verso una terra che ha visto arrivare nel 218 a.C. Annibale con i Mauri e i Numidi, elefanti e cavalli, nel 49 a.C. le legioni di Giulio Cesare prima del Rubicone.





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